mercoledì 22 luglio 2015

io ed alcuni ufi di passaggio stavamo disquisendo dell’utilità di gente come astronauti, fisici teorici, astrofisici, nell’economia del pianeta terra.
voglio dire, tutti quei soldi sprecati per gente che va nello spazio solo perché ancora non è capace di andare nel tempo, gente che passa una vita intera a cercare il bosone di higgs, quando basterebbe stare più attenti a dove si mettono le cose, gente che manda una sonda su plutone quando evidentemente bastava inviare un sms.
insomma, gente che distrae tempo e risorse da quel grande progetto di estinzione della specie che homo sapiens sta portando avanti da secoli con grandi sacrifici. è quantomeno irrazionale.
poi finalmente ha smesso di piovere ed è arrivato il caldo (qui dura una settimana, tipo).
io cammino garrulo per le strade in pantaloncini e maglietta, socializzo con i cavedani durante brevi bagni al lago, e in genere sono felice così (a parte un tardo pomeriggio in cui ho cercato di inumarmi in un fusto della birra. ma non sono del tutto sicuro avesse a che fare con il caldo), perlomeno finché dura.
l’unico problema è che ultimamente non riesco a far capire a piccettino alcune regole base della normale convivenza civile e abbiamo iniziato una disputa sotterranea per la conquista del territorio.
non sono molto certo di poter vincere, anche perché io e un team di esperti comportamentisti siamo convinti che l'autorità, perché sia realmente efficace, non deve essere imposta, ma negoziata.
quindi vado su da www.usefultools.com e mi scarico una subroutine weberiana chiamata "carisma" direttamente nella ghiandola pineale. poi provo a installarla ma mi dà sempre errore di sistema.
per consolarmi la sera giro per le fiere e mi diletto con pratiche divinatorie leggendo il futuro nei fondi dell’autan.

mercoledì 24 giugno 2015

mi sveglio e sono insolitamente felice. forse perché il sole splende, forse perché per un po’ ho finito di farmi bucare varie ed eventuali parti del corpo ma forse anche perché ho passato i quarti di finale ai campionati di bestemmia creativa contro un ragioniere di oslo.
è un ottimo risultato per chi non è competitivo (se sei molto competitivo viene più facile, perché quando stai perdendo in genere ti arrabbi molto).
capisco che ad alcuni animi poco sensibili l’idea dei campionati di bestemmia creativa possa sembrare una cosa orribile, monotona e, in ultima analisi, blasfema.
niente di più lontano dalla realtà: i campionati sono molto vari e divertenti (ci sono moltissime divinità da insultare), si socializza molto, c’è da bere e comunque in genere nessuna divinità se la prende ad essere insultata.
voglio dire, è una divinità, no? mica si fa mettere in crisi da un essere insignificante qualsiasi, sennò che divinità sarebbe?
è un po' come se io sfottessi messi per come gioca a calcio

- leo, il tuo dribbling fa schifo
- oh no, mi hai ferito, ora vado nella mia cameretta a piangere! ma prima farò in modo che tu passi l'eternità in un campo da calcio in asfalto dove subirai falli da pasquale bruno fino alla fine dei tempi

siamo seri, su.
in effetti in realtà moltissime divinità si divertono. insomma, chi può apprezzare la creatività più di una divinità? ognuno di loro si è cimentato con una creazione, prima o poi.
certo, può essere che a volte alcune divinità in effetti se la prendono, ma questo significa solo che devono ancora lavorare molto sulla propria autostima.

ad essere sincero, lo spunto per questo grandissimo exploit (il ragioniere era molto quotato dai bookmakers) me l’hanno dato le persone che sono scese in piazza in difesa della famiglia naturale, così come voluta da dio.
allora ne approfitto per ringraziarli e dire a queste persone un paio di cose.
prima di tutto fate pace con il cervello: o è voluta da dio oppure è naturale. sono due cose diverse, a meno che non sosteniate che dio e la natura sono la stessa cosa. ma se il vostro parroco sa che siete spinoziani secondo me non la prende bene.
la seconda cosa che volevo dirvi è che mi sembra chiaro che su questo pianeta abbiamo un problema con la natura (in effetti chiamiamo “tonno al naturale” una scatoletta, non so se mi spiego).
allora vi farò una breve lista di alcune cose che non sono naturali:
i vestiti, gli occhiali, le automobili, gli ascensori, i computer, i coltelli, i soldi, i matrimoni (ebbene sì: a differenza di quanto credono alcuni, in milioni di anni di processi evolutivi nessuno ha mai visto crescere spontaneamente atti di matrimonio su piante di matrimonio).
se le cose innaturali vi innervosiscono, sono sicuro che troverete alcune caverne di montagna in cui inoltrarvi, coperti di pelli di animali, senza che nessuno vi infastidisca.
volevo però informarvi che la natura è una cosa molto complessa, e prevede la possibilità per gli esseri viventi di accoppiarsi sessualmente (o anche asessualmente) in molte maniere differenti, e che gli esseri umani sono naturalmente attratti da altri esseri umani, indipendentemente dal loro sesso.
quindi forse dovreste prendervela con la natura (o con dio, al limite), e in questo modo vi state tirando doppiamente la zappa sui piedi (zappa che in natura non esiste, comunque, quindi forse è occhei).
l'ultima cosa che volevo dire a queste persone è che, detto questo, preferirei comunque non avere mai a che fare con loro. certo, se mi rispondessero, se provassero a convincermi di aver ragione, forse arriverei alla finalissima molto facilmente. ma nella vita bisogna anche saper perdere.

mercoledì 17 giugno 2015

il meteo di questi giorni (la meteo, se siete svizzeri) alterna piogge a forti temporali con piogge violente, oppure brevi temporali di media intensità con piogge nella norma (un’opera di bellini) alternati a tempeste dove tutto piove in orizzontale (tranne i fulmini, che piovono un po’ come pare a loro), con alcune brevi pause di mezz'ora in cui smette di piovere e l'umidità ne approfitta per bussarti alla porta di casa e chiederti se hai da accendere, e dopo dieci giorni così non vedo l'ora di rifugiarmi in una foresta pluviale per avere un po' di clima secco e soleggiato. (lo so, è un periodo brutto e lungo. in effetti dura da dieci giorni, volevo rendere l’idea).
tutto questo mi ricorda che recentemente ho visitato un nuovo continente, per la precisione il terzo, in ordine di visita.
per chi non lo sapesse: comunemente è accettato che i continenti siano cinque.
gli studiosi in genere concordano di ignorare altre terre emerse o perdute, che alcuni chiamano continenti, come: la zona dei ghiacci australi (antartide), la zona detta dei deagostini (atlantide), la zona delle mucche (mu).
ci sono andato per un convegno su reti internet e autocrazia, organizzato da un gruppo di ufi rotanti* intitolato significativamente “l'header maximo”.
ci troviamo il mattino presso il molo di kadıköy, e usiamo un tool di monitoraggio del trasporto pubblico su nave fra le due rive del bosforo (i ferry del mestiere) per valutare il flusso passeggeri come un sistema caotico che inspiegabilmente si stabilizza intorno ad un attrattore strano a forma di gatto.
nel tardo pomeriggio degli ufi concorrenti mi abducono** una gamba, con il risultato che, ovviamente, cado.
perdere sangue sulle mura di costantinopoli in altri tempi sarebbe valso una medaglia, o per lo meno il comando di una goletta. oggi si vince al massimo del disinfettante e una pomata antibiotica, io ve lo dico.
a causa di questo incidente, decido di ritirarmi dal congresso e passo del tempo a girovagare per la città.
capisco che per la ricerca scientifica questo possa essere un brutto colpo ma, come dice il proverbio, chi è causa del suo mal pianga i primitives.


* è una confraternita esoterica dell’ufismo (in arabo “tasavvuf”).
** non dovete confondere abdurre (italiano) con abduction (inglese). la confusione dei due termini può generare incomprensioni, espressioni da vittima di rapimenti (abduck face), spostamenti di significato che causano l’effetto torre di babele*** (dal nome del re abducodonosor).
*** lo so che molti non se ne rendono conto ma, babele e babilonia, sono la stessa cosa. già non erano d’accordo sul nome, era inevitabile che succedesse tutto quel casino.

mercoledì 20 maggio 2015

esco di casa verso le otto, ci sono 10 gradi e il cielo è coperto ma, se devo dire la mia, non è l’unico che ha freddo.
salgo in auto, accendo lo stereo, giro la chiave di avviamento.
il motore parte con un suono sommesso, esita qualche secondo, perde potenza (ma probabilmente vince campobasso), poi si spegne soddisfatto.
dallo stereo parte old dan tucker dal tributo di bruce springsteen a pete seger, che infonde entusiasmo. io rimango dubbioso, ma mi fido di bruce e penso che valga la pena fare un tentativo.
provo a riaccendere.  il motorino di avviamento gira, ma l’auto non parte.
provo a riaccendere.  il motorino di avviamento gira, ma l’auto non parte.
provo a riaccendere.  il motorino di avviamento gira, ma l’auto non parte.
incomincio a pensare di avere un problema.
sfoglio mentalmente il calendario delle divinità disponibili, ma mi tengo sul vago.
provo a riaccendere.  il motorino di avviamento gira, ma l’auto non parte (ad libitum).
prendo il cellulare per chiamare un meccanico, il capo, la nasa (ok, la nasa forse è esagerato, ma meglio essere prudenti).
lo sfondo del cellulare mi guarda interrogativo ma il cellulare non parte.
incomincio a pensare di avere due problemi.
rivaluto quella cosa delle divinità, poi spengo il telefono e riaccendo. fortunatamente il telefono si riprende (ha una telecamera).
chiamo il meccanico.

io - la macchina non parte, il motorino gira ma niente
meccanico - da come descrivi la cosa è sicuramente la pompa della benzina, bisognerà cambiarla
io - occhei, quindi?
meccanico - eh, porta qui la macchina, no?
io - …

valuto quanto ci vuole a fare 10 km a spinta, cerco di convincere un gatto a trainarmi, poi chiamo il call center dell’aci.

il cortesissimo ragazzo del call center aci mi chiede nome, cognome, numero di tessera aci.
poi l’età dell’auto, il modello, i km percorsi totali, il ricovero notturno, l’allestimento, il colore dei sedili, cosa indosso in quel momento (ehi, non sono abbinati!), le previsioni del tempo, lo schema tecnico e la posizione attuale di voyager 2 (lo sapevo che dovevo chiamare la nasa).

io - le servono veramente queste cose per mandarmi un carro attrezzi?
call center aci - in realtà no, ma ce li fanno chiedere per tenerci attivi
io - …
call center aci - dove le mando il soccorso?
io - come cercavo di spiegarle mezz’ora fa, a casa mia
call center aci - comune?
io - non ha a schermo la mia anagrafica?
call center aci - sì, ma poi la telefonata si abbrevia
io - …
call center – va bene, ho fatto. riceverà un messaggio che le dice a che ora arriva il carro attrezzi
io - ok.

due minuti dopo ricevo un sms che mi dice che è stato bello parlare con me, e che il carro attrezzi arriverà alle 9.39.
infatti il carro attrezzi arriva puntualissimo alle 11.05.
io arrivo in ufficio giusto in tempo per la pausa pranzo, poi mi dedico ad attività improduttive per il resto della giornata.
se vogliamo vedere il risvolto positivo della faccenda, a fine serata ho camminato un sacco a piedi, e il meccanico mi ridà l’auto funzionante (anche se esala un lieve odore di benzina che immagino evapori entro il 2017).
se vogliamo vedere quello negativo, il meccanico per ridarmela ha voluto un sacco di soldi.


mercoledì 13 maggio 2015

l’illuminazione richiede tempo, gran parte del quale passato ad aspettare gli operai dell’enel
(manifesto, punto 2)

io e il mio maestro di visione alternativa (un coniglio che abita in una vetrina qui vicino e ama indossare l’eskimo) stiamo cercando di acquisire dei grafici di un sistema caotico da visualizzare nello spazio delle fasi.
esistono molti modi possibili di acquisire dati sui sistemi lontani dall’equilibrio, ma pare che quello di più facile attuazione sia sgambettare i turisti tedeschi che passeggiano per il mercato.
è un lavoro ingrato, ma nessuna ricerca è mai stata portata a termine senza sacrifici.
l’obiettivo è implementare delle nuove metodologie scientifiche in grado di svecchiare l’insegnamento nelle scuole.
secondo jonas karvesson, docente di storia della filosofia alla mittuniversitetet di östersund (ma solo durante la pausa estiva, il resto dell’anno lo passa a fare delle importantissime ricerche nei bar sulle spiagge di fuerteventura) molti manuali di studio andrebbero rivisti alla luce delle nuove ricerche scientifiche.
karvesson riporta l’esempio classico per cui alcuni libri di testo riportano il curioso aneddoto per cui gli abitanti di königsberg regolavano gli orologi sulla passeggiata mattutina di immanuel kant.
secondo gli studi di karvesson, la maggior parte degli abitanti di königsberg non aveva affatto un orologio.
per questo motivo, con il consueto spirito pratico prussiano, hanno costruito un sistema olistico formato da strada, casa, carrozza a cavalli con filosofo incorporato affinché segnasse il tempo.
il che significa che kant non era un essere umano, ma semplicemente un ingranaggio dell'enorme orologio progettato da hans blumberg, borgomastro di königsberg, perché i suoi concittadini potessero sapere l'ora.
se ci fate caso, infatti, immanuel kant viene rottamato dopo la costruzione del nuovo campanile di königsberg, nel 1804.

martedì 21 aprile 2015

finalmente è arrivata la primavera. le piante mettono i fiori, le strade mettono le mercedes dei tedeschi, e il termometro della farmacia segna 35 gradi.
ma chissenefrega, il termometro della farmacia è rotto da due anni.
per celebrare degnamente il ritorno della bella stagione, mi sta colando dal naso anche il cervello (o perlomeno come se ne avessi uno) e io starnutisco come se ci fosse un domani, ma fosse pieno di pollini.
provo a chiedere un breve consulto a un branco di cavedani che passano di lì per caso, ma tutto quello che ottengo è che nuotino in modo da formare la scritta “bella zio, ti saluta enki”*.
verso sera una delegazione di ufi venuta a negoziare una partita di idromele mi chiede se può parcheggiare l'astronave in giardino (pare ci fossero problemi con le pastiglie dei freni di uno sprinter**, ma sospetto sia un modo per evitare l'alcol test intergalattico).
visto il nobile scopo decido di assentire e, siccome il saggio dice che nessuna buona azione resterà impunita, il pomeriggio del giorno dopo mi esplode il pc di casa (che in realtà è (era?) un pc portatile. forse è solo che non sapeva come definirsi e ora è entrato in terapia. non è facile non avere un’identità) (non è facile neanche usare le parentesi, se è solo per quello).
dopo aver messo in dubbio le virtù di una nota popstar statunitense e la competenza operativa di alcune delle maggiori divinità del pianeta, scelgo una linea di basso profilo e recito alcuni nam shub di tranquillità, tipo “ci resto di stucco, è un barbatrucco” e “sopra la panca la capra avvampa, sotto la panca la crepa arranca”*** prima di inumarmi dentro una vasca di antistaminico.


* gli adepti di enki ultimamente hanno preso una piega piuttosto modernista
** non credo serva spiegarvi cos’è un sprinter, ma posso dirvi che si tratta di un modello piuttosto datato, il carliuis
*** se non siete abituati alla meditazione è pericoloso, non fatelo a casa. poi non dite che non ve l’avevo detto

mercoledì 8 aprile 2015

verso le sette e trenta del mattino mi sveglio perché il vento di tramontana sta bussando alle finestre. lo trovo incredibilmente maleducato da parte sua.
io e martina navratilova attiviamo l'ecoscandaglio interstellare alla ricerca di forme di vita intelligenti o, in alternativa, anche solo comprensive. è un programma di ricerca che funziona come il seti (diminutivo di "se ti becco") ma è rivolto anche a un target planetario, per lo più non umano.
una delle linee guide dei protocolli attuativi prevede ifnatti l'estinzione di homo sapiens come unica via alla serenità dell'universo.
dopo colazione scelgo il mio superpotere quotidiano da sfoggiare all'evenienza (quello di oggi è: poter svenire tranquillamente quando ne sento il bisogno) ed esco per andare in ufficio.
l'unica consolazione della settimana lavorativa è il corso di atarassia motivazionale  (è l'unico corso in cui chi non frequenta ottiene una promozione al livello avanzato, nel frigorifero del ristorante bar barchet*).
il corso è tenuto il mercoledì dalla reincarnazione del maestro beda (detto "il venerabile", poiché amante di un liquido basico di colore verdognolo prodotto dal fegato) presso il monastero di san paolo a vermuth**.
nella sua vita precedente, il venerabile beda è stato maestro di ikebana neuronale, ma fu osteggiato da una frangia oltranzista del gattolicesimo locale, che ha emanato una formale condanna di alcune dottrine radicali come l'unità dell'intelletto agente, l'eternità del mondo, e l'eternità dell'attesa al call center trenitalia, tesi poi passate alla storia come le proposizioni beda-bloccanti.
nel caso vi interessi, la posizione filosofica dell'attuale incarnazione del maestro beda (che lui stesso sostiene essere una pallida e perfettibile immagine di quella che dovrà venire e quindi una sorta di "versione-beda") è che la filosofia non risolve i problemi, li abita. ma se è prima casa non ci paga l'imu.


* tripadvisor lo classifica come ristorante difficile da raggiungere, ma famoso per non discriminare i balbuzienti
** i monaci, talvolta, hanno una visione del mondo sorprendentemente moderna