giovedì 16 marzo 2017

non è che sono refrattario alla tecnologia, è solo che spesso ci spacciano per progresso cose che, ecco, non lo sono.
in realtà la maggior parte delle cose sono solo dei bisogni indotti per vendere prodotti tecnologici, niente di veramente significativo a livello di progresso (sono molto esigente quando si parla di progresso).
certo, ci sono invenzioni moderne che secondo me hanno un senso, che so, il rilevatore di kraftson, lo ionizzatore metafisico, lo stargate (ma solo quando non scioperano gli addetti al bagaglio), le antenne handersen, però sono tutte cose che non hanno molto successo qui sul pianeta terra.
ma c’è una cosa che non esisteva qui quando sono nato, e sono molto grato che sia stata inventata. voglio dire che, ecco, quella si avvicina davvero alla mia idea di progresso, ed è l’invenzione degli auricolari per il telefono.
perché quando sono solo in auto mi metto sempre a cantare come se non ci fosse un domani, e finalmente quelli che mi guardano da fuori pensano che stia parlando al telefono e non che sia completamente pazzo


martedì 28 febbraio 2017

per dire il mio concetto di autorità. mentre tornavo a casa una volpe mi ha guardato male perché le mettevo fretta. le ho chiesto scusa.
non mi prendono sul serio neanche le volpi.

mercoledì 25 gennaio 2017

avete presente quella sensazione di non appartenere a questo universo?
di non essere adatti e di non possedere le difese necessarie per farne parte?
se state leggendo qui, sono sicuro che ce l’avete presente.
e niente, basterebbe cambiare universo. l’unico problema è che questo qui sembra molto persistente.
io sono in coda dietro una hyundai uscita di produzione nel pleistocene e tenuta insieme con lo scotch, il tipo di macchina che potrei guidare io, solo che magari io oserei avventurarmi sopra il 35 km/h.
le temperature di dicembre mi avevano illuso ed io ero garrulo e felice al punto da comprarmi una t-shirt con la scritta i love you global warming in britannic bold 72, completamente glitterata. sono le piccole gioie di noi meteoropatici.
ma alla fine non l’ho fatto, e stamattina c’erano sei gradi sotto zero.
lo si capisce dal fatto che i gatti dei vicini hanno transennato il vialetto e una parte del giardino per organizzare uno spettacolo di holiday on ice con le volpi.
ho anche invitato un team di esperti per verificare un curioso fenomeno che potrebbe aprire nuovi orizzonti nella scienza dei materiali: una mattina ho grattato il ghiaccio dal parabrezza solo dalla parte del guidatore (ché ero in ritardissimo), e ho lasciato che la parte del passeggero si spannasse da sé con l'aria calda (nel giro di qualche eone, accade).
il giorno dopo il ghiaccio si era formato in maniera diversa, nelle due parti, con un evidente differenza fra dove la mattina precedente era stato grattato e dove no.
la mia ipotesi è che il vetro in realtà sia fatto da piccoli gnomi trasparenti che mi odiano, ma attendo conferme dagli scienziati.

lunedì 9 gennaio 2017

ero da qualche parte nella sesta dimensione (che alcuni sciamani chiamano amichevolmente “arturo”) quando mi arriva una convocazione da osnabrück per la speciale riffa di fine anno, organizzata da un comitato di ufi che vengono spesso in tenda sul pianeta terra e amano frequentare fiere a tema medievale. (per chi non lo sapesse, osnabrück è una delle città in cui venne firmata la pace di westfalia, che prevedeva che i furgoncini volkswagen potessero essere finalmente attrezzati per il campeggio).
ad ogni modo, poiché il sistema di riferimento non è basato sul pianeta terra (che, diciamocelo, non ha tutta questa importanza nell’universo), la riffa di fine anno si terrà il giorno di capodanno, ossia il 21 gennaio.
questo, ovviamente, perché nessuno mi ha consultato. io sono convinto che alle nostre latitudini il capodanno dovrebbe essere intorno ai primi di maggio, ossia quando il pianeta si convince a sperimentare delle temperature degne di un paese civile (il che significa che ogni latitudine dovrebbe avere il capodanno in un periodo diverso dell’anno. sarebbe molto più sensato).
comunque, alcuni dei premi in palio* quest’anno sono particolarmente interessanti, e ho già comprato alcuni biglietti sperando di vincerne uno fra questi:

- un coniglio nano disponibile nelle versioni blu e rosa
- un buono presso l’autarchica barberia “fratelli di taglio” di carlo e pino bandiera
- un soggiorno presso gli stati indipendenti di vanoa e di daga
- la discografia completa di shakira kurosawa
- una giornata con la sorella di matt damon, crudelia.

* potrebbero però non essere consegnabili per indisponibilità a reperire delle palio funzionanti

venerdì 16 dicembre 2016

un team di esperti ha deciso di monitorare gli effetti del freddo sul mio bioritmo, le mie connessioni neuronali e la mia mobilità articolare.
alla fine hanno rinunciato, sono andati a pranzo e mi hanno messo al collo un cartello con scritto "eddie is over capacity, try again in a minute

mercoledì 16 novembre 2016

i dinosauri compaiono sul pianeta terra circa 230 milioni di anni fa, e prosperano per 165 milioni di anni, riuscendo peraltro a fare molti meno danni che homo sapiens in cento anni.
homo sapiens infatti, si presenta a rapporto circa 200.000 anni fa, ma in realtà è poco più di 2.500 anni che scriviamo la storia di famiglia.
questo per dire che il nostro pianeta era piuttosto abituato a fare senza di noi: se paragoniamo la storia del pianeta ad un anno solare, homo sapiens compare sulla terra circa alle 23.56.15 del 31 dicembre (ma riesce già a rompere i coglioni prima di mezzanotte).
diciamo che non siamo così fondamentali per il pianeta terra.
ma per avere un’idea del ruolo del pianeta terra nell’economia dell’universo, tocca usare un’unità di misura un po’ particolare: la velocità della luce.
la velocità della luce è la velocità massima a cui può viaggiare qualcosa nell’universo (la velocità minima è trenitalia).
viaggiando alla velocità della luce, per arrivare dalla luna alla terra, ci mettete poco più di un secondo. per arrivare dalla terra al sole, alla velocità della luce, ci mettete circa otto minuti (ricordatevi la protezione 50).
per arrivare ad orbitare intorno alla stella più vicina al sole, dovreste viaggiare alla velocità della luce per poco più di quattro anni.
se invece voleste fare un giro al centro della galassia, alla velocità della luce, impieghereste più o meno ventiseimila anni (questo mette leggermente in discussione il concetto di “abitare fuori mano”).
per percorrere tutto il diametro della nostra galassia, alla velocità della luce (ve lo sconsiglio, perché non vi godete il paesaggio), ci mettereste all’incirca centomila anni (nel caso aveste molto tempo da perdere, dico).
le galassie però sono decisamente molte (diciamo circa cento miliardi) e per raggiungere quelle più lontane vi toccherebbe viaggiare per più di 10 miliardi di anni (è il motivo per cui le astronavi di passaggio non sono moltissime, e difficilmente troverete degli ufi di buonumore).
questo per dire che pensare che homo sapiens sia importante per questo universo, significa calcare un po’ la mano. 

lunedì 7 novembre 2016

(prove tecniche di religione – cronache di gattolicesimo militante)

in quel tempo, eddie salì sulla poltrona e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi gatti. prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
beati i mici, perché erediteranno la terra
beati quelli che hanno fame e sete di crocchini, perché saranno saziati
beati quelli che sono nelle piante, perché non avranno bisogno di sabbietta (em 5:1-5)

ho un problema con i meridiani sfasati
non è, come potrebbe sembrare, una questione di medicina tradizionale cinese.
cioè, potrebbe anche esserlo, per quanto ne so io, ma ultimamente non frequento molti cinesi tradizionali, quindi non saprei.
il fatto è che io vivo nel central european time (utc +1) mentre il mio corpo è settato sul fuso orario di capo verde e delle azzorre (utc –1) .
comunque poteva essere peggio, che so, tipo luang prabang o samoa.
alla fine capo verde e le azzorre sono una soluzione di compromesso abbastanza ottimale (è molto importante trovare dei compromessi con il proprio corpo), e poi boh, tutto sommato anche due bei colori.
poi sta anche arrivando l’autunno. se ne vanno le foglie, i tedeschi, le astronavi parcheggiate in doppia fila, la luce, una temperatura degna di un paese civilizzato, e altre cose che ritroveremo, immagino, fra cinque o sei mesi.
visto che a causa di una civiltà che si è evidentemente evoluta nella maniera sbagliata non posso andare in letargo, torno in ufficio a sniffare gli evidenziatori gialli