sabato 13 gennaio 2018

sono alla scrivania dell’ufficio a correggere le bozze del mio ultimo libro “la vita: istruzioni per l’ufo”, quando all’improvviso il computer implode e viene risucchiato in un buco nero di modeste dimensioni, che si richiude subito dopo, così come si era aperto.
apparentemente, non ci sono stati sbalzi di tensione nell’impianto elettrico; monitor, mouse e tastiera sono ancora al loro posto, sopra la scrivania.
verifico la tensione superficiale delle molecole del pavimento, ma sembra tutto a posto.
apro la portafinestra ed esco sul terrazzo per cercare di capire se ci sono stati problemi di fulmini o di varchi spaziotemporali imprevisti ma sembra che tutto sia come prima.
sto per rientrare quando all’improvviso l’ufficio viene risucchiato in un buco nero di modeste dimensioni, che si richiude subito dopo, così come si era aperto.
il quinto piano del palazzo è completamente scomparso, rimane solo il terrazzo, la struttura del tetto (una copertura piana con alcuni vani per gli impianti tecnologici) e una botola direttamente collegata al vano scale.
scendo nel seminterrato e verifico le strutture portanti del palazzo dal corsello box, ma sembra tutto ok.
esco in strada, dove si è riunito un capannello di passanti che indica il quinto piano mancante.
spiego che è tutto a posto, ora cerco di inquadrare il problema e trovare una soluzione accettabile. a volte basta niente, un fusibile, una centralina, una fluttuazione quantistica difettosa, non vorrei chiamare un tecnico per una cosa che magari alla fine si rivela banale; il fatto che il cielo e il lago siano ancora al loro posto sembra rassicurarli un poco.
io vado alla macchina e apro il bagagliaio dove conservo un tester di marston (uno strumento molto utile per individuare anomalie fisiche nel raggio di duecento metri) quando all’improvviso il paese implode e viene risucchiato in un buco nero di modeste dimensioni, che si richiude subito dopo, così come si era aperto.
detesto le reazioni a catena.
prendo la macchina e vado nel paese successivo, dove c’è un tecnico dello spazio-tempo molto gentile che magari ha qualche suggerimento sensato da darmi, ma sembra che oggi sia giorno di chiusura.
mi decido a prendere il telefono per cercare un assistenza tecnica aperta, quando all’improvviso il pianeta implode e viene risucchiato in un buco nero di modeste dimensioni, che si richiude subito dopo, così come si era aperto.
ora il primo tecnico disponibile sta dalle parti di alpha centauri ma, anche ammesso che abbia tempo di venire subito, non arriverà prima di 4,367 anni; è decisamente troppo tempo da passare senza uno stipendio, non saprei davvero come fare.
visto che in ogni caso per ora non ho alternative, decido di fare comunque un tentativo e cerco di mettermi in comunicazione con una stazione spaziale non lontano da alpha centauri (potrei almeno chiedere se hanno un posto di lavoro da offrirmi), quando all’improvviso l'universo implode e viene risucchiato in un buco nero di modeste dimensioni, che si richiude subito dopo, così come si era aperto.
oggi proprio non è giornata.

2 commenti:

e.l.e.n.a. ha detto...

Non so se accusarti di plagio, visto che qualche anno fa editai il mio saggio spirituale: la vita: istruzioni per l'ouzo.

Anonimo ha detto...

Almeno non era un lunedì.


lara